martedì 14 settembre 2010

MI SPOGLIO DI ME

"Mamma voglio morire!" "io non servo a nulla, perchè? Perchè sono nato? Tutti i compagni mi prendono in giro, nessuno mi vuole bene mamma!!! -Così ripeteva il mio Raffa, mentre stringeva in mano la bomboniera della Comunione dei suoi compagni, ed io avrei voluto, non essere al mio posto, avrei voluto non essere io a dovergli rispondere. Lo rassicurai dicendogli che anche lui avrebbe ricevuto il sacramento come tutti gli altri. Difficile trovare in questi casi, le giuste parole, le frasi a "misura di bambino". Riguardo all'atteggiamento degli amichetti invece non gli diedi ascolto, lo contraddissi, anche perchè le maestre sostenevano che andava tutto benissimo. Tuttavia, mi rendevo conto che c'era un forte disagio, un senso di inadeguatezza e di malessere in lui, così decisi di prendere contatti con l'équipe dello Stella Maris, ove aveva ricevuto la prima diagnosi, e richiesi un nuovo ricovero, per controllare i problemi, in vista dell'ingresso nella fascia prepuberale.Il controllo mi venne fissato orientativamente per la fine di agosto, ed io accettai di buon grado, anche a costo di sacrificare le vacanze. Conclusa la quarta elementare, il mio bimbo fu promosso in quinta, avrebbe dovuto essere contento, invece mi disse malinconico che avrebbe preferito essere bocciato. Il suo umore era particolarmente ballerino, a volte mutacico, altre iperloquace, variava dall'euforia, fino all'esaltazione del suo stesso "IO", alla completa negazione di esso, al desiderio di non esistere. Trascorremmo un'estate serena. Frequentò il centro estivo con il fratellino, dopo di che partimmo per il campeggio, al mare. Avevamo scelto un posto a dir poco fantastico : Riva Trigoso, località balneare a pochi chilometri da Genova. Il camping era meraviglioso, la roulotte, dotata di ogni confort. Conoscemmo persone nuove, si formò una bella compagnia con la quale condividemmo piacevoli serate all'insegna della spensieratezza e del divertimento. Ero tranquilla, rilassata, i bambini giocavano o chiacchieravano intorno con i loro nuovi amichetti, sotto gli occhi attenti e vigili di tutti noi genitori, che ci trovavamo all'interno della struttura vacanziera. Erano liberi, ma allo stesso tempo mai persi di vista. Luciano con la sua solarità, se la spassò con noi ballando, durante le serate di animazione, mentre Raffa, si sentiva sempre molto stanco e domandava di andare a dormire. Io non cercai mai di forzarlo, di costringerlo a fare qualcosa che non desiderasse, tanto sapevo per certo che di lì a una decina di giorni, il ricovero a Pisa, nelle mani giuste, avrebbe chiarito ogni discrepanza. Rientrammo a casa ed una settimana dopo eravamo già in viaggio. Il viaggio della speranza. "Piccolo amore mio", mormoravo all'imbocco dell'autostrada," tieni duro...vedrai che ce la faremo". Il mio cuore ansimava e sussultava, mentre mi incutevo e gli incutevo coraggio. "mamma...mi faranno un prelievo?- Mi domandava- ed io sapevo che non ci sarebbe stato solo quello.

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