martedì 14 settembre 2010

MI SPOGLIO DI ME

Il viaggio fu breve fortunatamente, tutto "filò liscio", non trovammo fortunatamente neppure traffico. Giacomo offrì spontaneamentela sua disponibilità e collaborazione ed io l'accettai di buon grado. Luciano ci seguì, avrebbe alloggiato con il papà in un Hotel poco distante dall'ospedale, e con lui sarebbe ripartito qualche giorno prima della dimissione, anche perchè mio marito doveva rientrare al lavoro. Appena giungemmo alla Fondazione, fummo accolti con grande professionalità e cortesia. Ci fu immediatamente assegnata la stanza fornita di due letti: uno per me ed uno per Raffaele. Fu come entrare in una bolgia infernale, vidi la sofferenza dei bambini, dei parenti, la vera abnegazione del genere umano, in balia di problematiche più grandi di essi. Conobbi madri eccezionali, donne disposte a tutto pur di aiutare le loro creature. Ed io ero una di queste madri, madri a metà, agli occhi della società vuota ed insulsa, ma presenze speciali per chi è in grado di immedesimarsi nel nostro vissuto. Raffa ricevette la seconda diagnosi dopo 11 giorni. Diagnosi severa, che parlava chiaro, che diceva tutto. Disturbo dell'umore di tipo bipolare, disturbo della condotta, tendenza all'organizzazione borderline della personalità. Una prospettiva infausta per il futuro del mio povero figliolo.

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