E adesso è giunto finalmente il momento di parlare al presente, al futuro. Il momento di parlare di me, di come sono diventata oggi, della persona nuova che è nata da tanto dolore e sconforto. Devo dire che "ormai le mie vele le ho spiegate", mi sono costruita una corazza, più dura e resistente di una tartaruga Ninja. I miei capelli sono ricresciuti, sono di nuovo lunghi e fluenti, non ci sono più quei spaventosi ed antiestetici buchi d'alopecia. Fisicamente mi sono un po' "rimessa in sesto", sembro quasi una donna! Ho trascorso si, un anno 2009-2010, trafelato,tra impegni di lavoro, problemi personali, figli da seguire. Ma grazie a Dio sono stata molto abile, tanto da essere più o meno efficiente in tutto ciò che ho fatto. Ho contattato uno psicologo che mi ha aiutata a guardarmi dentro, a cercarmi, a capire chi sono, e chi avrei voluto essere. Confesso che ancora sto ispezionando, mi sto ponendo domande, mi sto dando risposte. Ovvio! Perchè quando diventi consapevole di aver vissuto per anni in un contesto, in un mondo insulso, poco costruttivo, l'umica cosa da fare è cambiare. Mi è crollato il mondo addosso, nello scoprire, al mio ritorno da Pisa, il nuovo tentativo di inganno tramato alle mie spalle da mio padre. La sua prima preoccupazione, non è stata infatti quella del futuro di suo nipote, bensì il come allontanarsi, sgattaiolare via da tutto, dagli impicci, acquistare una nuova casa al suo paese. Come me lo ha detto? Ebbene si, facendomi credere di volermi portare davanti al notaio, appena possibile, per regalarmi, intestandola a me, la casa in cui vivo, al fine di rendersi burocraticamente e fiscalmente libero di mettere in atti i suoi intenti. Di fronte al mio rifiuto categorico, si è "arrabbiato", tanto è vero che fa negare la sua presenza anche ai bambini. E poi bugie, sotterfugi continui da parte sua, la cui messa in atto è continuamente delegata a mia madre , la quale si presta molto volentieri ad assecondare i suoi capricci. Adesso però basta! Stop... Sto ottenendo soddisfazioni professionali, riconoscimenti, sto provando ad uscire dall'anonimato. Chi Voglio essere? esattamente ciò che sono. Fiera di me, fiera di aver vissuto la mia vita, che in fondo mi ha resa più ricca, più vera. Sto imparando anche a riconoscere i veri amici, sto dando più fiducia a me stessa, alle mie capacità, indipendentemente dal parere degli altri. Unica spina nel fianco : il futuro ancora incerto di mio figlio Raffa. Ma io non mollo. Ho già mobilitato le strutture territoriali, inviato richieste di aiuto in iter famigliare e scolastico, al fine di rendere la sua vita il meno complicata possibile. il corso della mia esistenza, così come la quotidianità con un bambino come il mio, non è mai stata una passeggiata, come invece forse molti al di fuori hanno creduto. E' stata ed è tutt'ora un'arrancante salita, su un terreno sdrucciolevole. Però gli anni d'esperienza, di negatività, mi hanno insegnato molto. Ho capito attraverso le mie stesse cadute, i miei attimi di sconforto, trucchi e strategie che mi aiutano a risparmiare energie, fiato e forza, insomma a "mantenere la marcia", e a sperare sempre che un giorno noi raggiungeremo la vetta. o andremo ancora più in alto di essa. Credo che non si debba mai voltarsi indietro, per evitare le vertigini, rischiare di inciampare, di cadere, è necessario godere ed essere felici così, con il poco che si è ottenuto adesso. E' fondamentale procedere "in cordata", per crescere, compiere un cammino insieme agli altri, quelli che ti sono davvero vicini, che ci sono sempre e ai quali si è legati, impedirà di lasciarsi andare e precipitare giù. Poi fermarsi un istante, guardarsi intorno; un'aspra salita conduce sempre in un luogo dove l'aria è purissima, dove il freddo pungente, si fonde con la calda, bruciante carezza del sole, creando una piacevole sensazione sulla pelle. Spesso mi capiterà anche di rimanere lì attonita, sbigottita, sbalordita, da un meraviglioso e raro fiore che farà capolino sopra un irto strapiombo, oppure di seguire con gli sguardi la corsa folle di uno stambecco, leggiadro, selvaggio, libero, sicuro sulla terra franosa. E ancora di sollevare gli occhi al richiamo, al volo di un'aquila, e a restare incantata, nel guardarla volteggiare con le possenti ali scure, tanto forti, potenti ed enormi da condurla ancora più al sommo, di quanto un essere umano possa ambire di andare a posarsi. Per poi restare lì, tra il sussurro del vento, avvolta dalla magia del silenzio, toccare le fredde acque di un lago, con la sola punta delle scarpe, poi con le caviglie, infine con le ginocchia, con il petto, con la gola. Trovare che l'acqua non è fredda, e che non sarebbe difficile neppure farsi risucchiare da quel turbinio di correnti, di foglie marce. Quel salire, arrampicarsi, vagare, godere, tuffarsi, sarà forse un avvertimento? l'avvertimento della imminente fine? No, la volontà, la voglia di riprendere il tragitto adesso vibra più forte. Più forte persino delle acque che potrebbero trascinarmi via. Il sussurro del vento tra le mie chiome, laq quiete complice ed avvolgente...Senza neppure rendermi conto mi stupirò un giorno di pensare al fascino irresistibile ed inquietante di una scalata, e lassù, aggrappata ad una roccia mi sentirò persino la più fortunata, la prescelta, colei che ha ricevuto la grazia, l'onore e l'opportunità di sperimentare una simile emozione. L'emozione ed insieme il dono di un figlio speciale come il mio piccolo grande RAFFA.
FINE.
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