lunedì 13 settembre 2010

MI SPOGLIO DI ME

E giungemmo così all'anno 2009-2010. Un anno trafelato, anno di grandi cambiamenti e colpi di scena. Anno durante il quale giunsi a compimento del percorso da me intrapreso parecchio tempo prima. Oramai era tutto chiaro, avevo fatto luce dentro di me, avevo dato il giusto peso a tutto e a tutti. Sapevo con certezza oramai, alla luce dei fatti, chi fossero le persone con le quali volessi davvero interagire, coloro che meritavano di restare e combattere al mio fianco. Fu anche il momento in cui imparai davvero a guardarmi dentro, a capire i miei errori, a mettere in discussione le mie azioni, anche quelle compiute nella più assoluta buona fede. Ciò mi aiutò a capire anche le persone che mi circondavano, a guardarmi le spalle da tutti, perchè stavo iniziando a realizzare che nessuno in fondo è come vuole apparire. Fino a quel momento avevo dato la mia amicizia, la mia buonafede,i miei sentimenti a chiunque avesse fatto parte della mia vita, era ora che iniziassi a spalancare gli occhi e a non fidarmi più solo per aver ricevuto un sorriso di passaggio. Il principio dell'anno scolastico mi fu in questo senso di fondamentale aiuto, per non dire di tutto il suo corso. I genitori dei compagni di Raffa, in prima ed in seconda classe, si erano mostrati gentili e solidali, così come i bambini, che avevano permesso al mio piccolo di inserirsi all'interno del gruppo, tanto è vero che era felicissimo di andare a scuola, il tenerlo a casa, anche se malato, era da lui vissuto come un torto, una vera e propria punizione. In quarta tutto si modificò, le femminucce diventaro delle vere piccole "suocerine", viperette in erba, pronte a tormentare Raffaele, il quale reagiva infastidito, finendo per passare sempre dalla parte della "pecora nera". Le mamme non perdevano occasione per radunarsi in gruppetti e spettegolare di uno o dell'altro, a volte per sparlare o criticare circa l'operato delle insegnanti, cosa che mi faceva imbestialire. Io finii per allontanarmi da loro, che nonstante avessero più facce di un cubo, parevano essere quasi le più apprezzate, le madri più in gamba. Mentre io, maledizione io, che facevo più ore di lavoro della sveglia, mi occupavo di qualsiasi cosa, di ogni compito, finivo per essere la più "cioffega", la più criticata. Raffaele usciva da scuola nervoso, esagitato, oppositivo, se la prendeva con me e con il fratello, che poverino, cercava di assecondarlo in tutto, ma soffriva moltissimo. Calo della motivazione all'apprendimento, dovuta anche alla mancanza della cara piccola maestra Sara, che era entrata in ruolo, e quindi indirizzata ad un'altro istituto. Calo del rendimento, perchè non sopportava assolutamente i modi della nuova insegnante di sostegno, peggioramento dei tratti comportamentali più a rischio, per farla breve alla fine dell'anno Raffa era una rovina completa. Tutte le tappe i progressi fino ad allora raggiunti, svaniti, non del tutto ma quasi.

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