sabato 21 agosto 2010

MI SPOGLIO DI ME

Rammento il momento in cui ella entrò in sala operatoria, il pianto di mio padre, le troppe sigarette da me fumate durante le sei ore di attesa e poi finalmente il responso. Il tumore non era uno, bensì due, quindi di lì a poco più di sei mesi, salvo complicazioni, avrebbe dovuto essere nuovamente operata per rimuovere la seconda massa anomala, che si trovava sul rene destro. Fu dimessa dopo dieci giorni, appariva pallida, debilitata nel fisico e terribilmente fragile. Non vedevo ora più in lei quella figura oppressiva che mi schiacciava e mi voleva forgiare a tutti i costi a sua immagine e somiglianza. Di fronte a me c'era una donna piccola e bisognosa di aiuto. Se ne stava in un angolo silenziosa e pensierosa, parlava con un filo di voce e faceva molta fatica a muoversi. A un mese dal suo intervento Raffa fu nuovamente ricoverato al reparto di neuropsichiatria infantile dell'ospedale Gaslini di Genova. Questa volta la causa erano atti di violenza auto ed eterodiretti. Un calvario che durò un mese, per poi alla fine restare sulla formula rilasciata dalla fondazione Stella Maris. Gli venne prescritto un antipsicotico, che sarebbe servito almeno a contenere gli scatti di rabbia e l'estrema irruenza ed euforia.Un periodo "nero". Più buio di tutto il resto della mia tribolata vita.

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