martedì 24 agosto 2010

MI SPOGLIO DI ME

Mia madre nel frattempo veniva a far visita ai nipoti soltanto quando Giacomo era al lavoro, visto che tra loro due si era troncato ogni tipo di contatto. Poi con mille strategie, riuscì a riavvicinarsi e a chiedere scusa al genero, il quale con le dovute iniziali misure e cautele accettò di ricucire i rapporti con lei. Proprio in quei giorni mi arrivarono le prime proposte di collaborazione. Accettai le attività più umili, ed anche umilianti e pesanti. Tanto pensavo, alla mia età, dopo così tanti anni di assenza dal mio ambiente, chi mai si sarebbe sognato di rivolgersi proprio a me? A me che oramai non contavo più nulla, non ero più nessuno. Quando avevo archiviato tutte le mie speranze di una mansione interessante da svolgere, mi convocarono per un provino come traduttrice simultanea. Forte del mio perfetto inglese del mio buon francese e tedesco, oltre che di un ottimo curriculum, con mia grande sorpresa fui assunta a tempo indeterminato. Con tanto di stretta di mano a congratulazioni da parte dei miei futuri principali. Giacomo restò sconvolto, di stucco. La mia autonomia economica lo spaventava e insieme lo sgomentava. Certo adesso sarebbe stato più difficile per lui schiacciarmi la testa come si fa con una serpe. Un carattere vigoroso e gagliardo come il mio si sarebbe sicuramente rafforzato adesso e per lui tenermi a bada avrebbe rappresentato un problema. Tuttavia io lo amavo ancora, anche se non glielo dicevo più da tanto tempo, e avrei fatto qualsiasi cosa affinchè i miei sentimenti fossero corrisposti. Egli non lo comprese mai e reagì scegliendo un'altra via, ed un brutto giorno: "Basta !" urlò "Non ti sopporto più, ora me ne vado!" E mentre sbattendo la porta se ne andava via, Giacomo, il mio Giacomo, lasciava tanto dolore e tanto freddo nel mio cuore.

Nessun commento:

Posta un commento