sabato 21 agosto 2010

MI SPOGLIO DI ME

Non ero in collera con Giacomo. Fondamentalmente ero incarognita con me stessa. Anche mia madre continuava a ripetermi che mi ero rovinata con le mi stesse mani, sposando una persona che non mi amava e che mi avrebbe sicuramente fatto del male non appena ne avesse avuto l'occasione. Un rapporto "malato" il nostro, incapace di gestirsi da se, in balia delle continue interferenze da parte delle rispettive famiglie. Un rapporto nato sotto una cattiva stella, ogni esterno era libero di infierire, giudicare, dire la propria, e noi? Noi due dov'eravamo? Sicuro non eravamo presenti se stavamo dando spazio a tutte le angherie e maldicenze possibili ed immaginabili. Sopraggiunse l'anno 2005, e con esso l'ingresso di Raffaele alla scuola primaria. Fu una vera tragedia. Non aveva sostegno alcuno perchè non essendo partita alcuna segnalazione dalla materna non avevamo svolto le pratiche burocratiche ai fini di ottenerlo. Dopo solo tre giorni di frequenza l'insegnante della prima A, ci convocò dicendoci che siccome era faticoso avere a che fare con il bambino già di mattina, dovevamo tenerlo a casa nel pomeriggio. I compagni non lo accettavano, lo prendevano in giro e lui diventava sempre più scostante e nervoso. Inoltre la sedazione sbagliata gli aveva sconvolto tutti i ritmi. Occorreva una diagnosi, per accertarci finalmente di quale fosse il problema. Avevo avuto modo di osservare mio figlio, studiarne i gesti, gli atteggiamenti anomali, le stranezze. Un sospetto a dire il vero io lo avevo già, ma a questo punto volevo esserne sicura, volevo saperne di più. Prenotai un ricovero presso la fondazione Stella Maris di Calambrone in provincia di Pisa, l'ospedale fu sollecito e nel mese di Ottobre fummo chiamati, ci garantirono una diagnosi in tempi brevi. Mia madre si offrì di restare con il piccolo per tutta la durata della permanenza in ospedale, ed io rimasi a casa ad occuparmi di Lucy, che intanto cresceva vispo, sereno ed intelligente. A novembre l'équipe dell'ospedale si pronunciò e rilasciò un inquadramento. Il soggetto risultava Iperattivo, impulsivo, con tendenza al disturbo della condotta. C'erano due quid: Disturbo pervasivo dello sviluppo, del quale mostrava diversi tratti, e disturbo dell'umore di tipo bipolare. Non potendo seguirlo durante il percorso di cura e riabilitazione ci indirizzarono all'ASL del nostro territorio e all'ospedale Gaslini di Genova. Una volta a casa Raffaele si recò nuovamente a scuola. Purtroppo dopo una settimana, una giovane docente di sostegno che viveva nel nostro palazzo, salì da noi pregandoci di firmare il ritiro di mio figlio rinunciando al compimento dell'anno scolastico. Molti genitori di altri scolari di "controllo", lamentavano la sua presenza in classe, secondo loro disturbava le lezioni e non permetteva ai volenterosi e capaci di seguire, la preside inoltre avrebbe preferito se avessimo deciso di fargli frequentare un altro istituto, essendo l'allievo una presenza inopportuna oltre che un cattivo modello per il resto della classe

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