lunedì 23 agosto 2010
MI SPOGLIO DI ME
Maestra Cristina invece, lei la conobbi qualche tempo dopo. La vedevo all'uscita, questo è certo, le avevo parlato nel corso di un primo colloquio, ma non avevamo mai avuto l'occasione di scambiare molte opinioni. Una bella signora Cristina. Di una bellezza sobria, composta, mai appariscente, molto fine ed elegante, aggraziata e femminile. Mi diede subito l'impressione di una figura tosta e determinata, molto sicura di se. Mi colpirono il suo modo di ragionare e discorrere, il tono rilassante della sua voce, il suo sguardo introspettivo ed indagatore, che aveva lo strapotere di "mettere a nudo l'anima". Quanti segreti, cose mai dette, confidenze delle quali mi vergognavo ad ammettere pure a me stessa, riuscì a strapparmi Cristina. Cristina, dolce Cristina, con quel suo modo unico di saper mettere a proprio agio il prossimo, l'amore e la devozione per il suo lavoro. E poi la sua intelligenza, la sua competenza nell'area psico-pedagogica, i suoi preziosi consigli. E poi infine incontrai Sara. Piccola tenera Saretta!! La più giovane delle tre, la nostra "maestrina dalla penna rossa". Pur essendo ancora agli esordi della sua carriera alla scuola primaria, mostrava già una inclinazione innata per questo difficile e faticoso mestiere, e la esternava, mettendo cuore, anima e cervello in tutto ciò che facesse o dicesse. Bella la nostra bambolina! Due occhi mobilissimi, verde bottiglia, amorevoli, cordiali, e a volte un poco complici che conquistarono tutti. Ma proprio tutti!!! Una vera fata. Raffa la adorò da subito, ed instaurò con lei un legame profondo, tenerissimo e soave. Un bellissimo trio di colleghe, che parevano nate per lavorare insieme, ed insieme agire all'unisono, battendosi insistentemente per una comune causa: l'interesse dei bambini. Attraverso il loro collaborazione sapevano stimolare l'affettività dei piccoli, e lo facevano puntando sul "lavoro di gruppo e di squadra". Il loro motto? Coerenza sempre, comunque e dovunque. Sebbene ancora non le conoscessi molto mi fidavo già di loro. Ora ero sicura che mio figlio si trovava davvero al sicuro e in ottime mani. Accettavo di buon grado i loro suggerimenti e cercavo di metterli in pratica come meglio potevo.
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