mercoledì 28 luglio 2010

DOLORE

Un letto bianco d'ospedale
e tu
stavi sempre più male,
poi c'era anche la sedazione
ed io
mi sentivo in prigione.
Cercavo conforto e la gente
diceva: "Ma no..non è niente!"
Avevo un macigno sul cuore
soltanto sconforto e dolore.
Nessuno sapeva ascoltare
ed io
avrei voluto parlare.
Rubavo con gli occhi ormai spenti
la forza dei miei sentimenti
provavo a smorzare il rancore,
il tedio, la rabbia, il furore.
Stringevo forte la tua mano
e la mente vagava lontano,
distante da spazio e da tempo
oltre le urla del vento.

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