martedì 27 luglio 2010

MI SPOGLIO DI ME

Non riuscivo a crederci! Potevo permettermi di comperare ciò che desideravo da mangiare, e ogni tanto anche degli abiti per noi e per il nostro piccolo. Mio padre appariva completamente rapito da Raffa, mi stupiva vedere come lo colmasse di attenzioni, regali, premure, per non parlare di mia madre. Mentre gioivo dell'inaspettato cambiamento sussurravo:"Amore mio, se tu hai avuto il potere di mettere in atto tutto questo, se sei stato capace di far tornare il sole, allora tu, sei veramente "grande"!" Un periodo felice, sereno, il sole splendeva di nuovo, regnavano pace ed armonia. Raffa improvvisamente si ammalòancora. Smise di colpo di alimentarsi, così inspiegabilmente. Rifiutava qualsiasi cosa gli proponessi, così decisi di farlo visitare da uno specialista in disturbi digestivi e gastro-intestinali. Il medico diagnosticò che si trattava di una forma di intolleranza alimentare, in paricolare a latte, latticini e derivati, quindi dovetti ricorrere a cibi specifici e cure costose, che per buona sorte potevo permettermi di pagare.
Alcuni mesi dopo mi accorsi di essere nuovamente in attesa. Raffaele aveva 14 mesi e tutti, mia madre in prima linea, cercarono di scoraggiarmi a portare avanti la gravidanza. Sostenevano che con due bambini così piccoli non avrei potuto farcela. C'era una casa a cui badare, lavare, stirare, con due figli sarebbe stato molto impegnativo fare tutto, e poi un solo bimbo comportava meno impegni e preoccupazioni, ed anche meno spese. Tutto questo suonava retorico, ridicolo, come se la casa fosse più importante della gioia che poteve dare l'arrivo di un esserino. Questa volta ancora non volli ascoltare nessuno, seguii quello che il mio istinto di donna e di madre mi suggerivano di fare: Questo cucciolo aveva il diritto di nascere. Ed io gli avrei dato la vita a dispetto di tutto e di tutti.

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