lunedì 26 luglio 2010

MI SPOGLIO DI ME

Pochi giorni dopo, io ed il mio piccolo fummo dimessi e tornammo a casa. Lui era un neonato come tanti, piangeva quando aveva fame e dormiva quando aveva sonno. Nulla la
sciava presagire i sintomi del male sottile e devastante che già albergava in lui.Io stavo molto male: depressione post partum. Ero felice della maternità, ma accusavo un dolore, un senso di vuoto nell'anima e non sapevo spigarne il perchè. Di certo "il contorno" composto da parenti invadenti, che piombavano a casa senza neppure avvisare e a qualsiasi ora del giorno, non mi aiutava di certo a migliorare i miei stati d'animo. Mia suocera mi criticava, in tutto quello che facessi o dicessi, si vedeva lontano un miglio che non le andavo a genio. Mi umiliava spesso e volentieri anche davanti a mio marito, sminuendo il mio valore e decantando invece le mille doti e risorse delle figlie, di una in modo particolare. Credevo che il mio uomo potesse essere mio complice ed alleato, invece si schierava dalla parte di sua madre. Era come se lei fosse una sorta di patriarca in ogni situazione, tutte le sue affermazioni andavano ascoltate ed accettate senza discutere, giuste o sbagliate che fossero. Comandava a bacchetta persino quel pover'uomo di mio suocero, l'unica brava persona che conobbi in quel contesto. Se osava contrariarla era capace di non rivolgergli la parola per intere settimane e lo trattava malissimo. Questa donna dispotica, fredda impicciona e rigida, pareva voler pilotare la vita di chiunque.

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