martedì 27 luglio 2010

MI SPOGLIO DI ME

Fu così che nacque anche Luciano. Era la mattina del 23 aprile 2001. Un parto complicatissimo, un pilotato con dilatazione a mano: Lucy aveva un doppio giro di cordone ombelicale intorno al collo e stavamo rischiando di perderlo. Se non fosse stato per l'abilità dell'ostetrica e la professionalità del ginecologo, forse oggi non sarebbe qua. Quest'esperienza mi sconvolse e fece riemergere la vecchia ferita,
quella legata alla perdita del primo bimbo, tanto è vero che non fui neppure in grado di allattaree la conseguente depressione post-partum fu più importante della
prima. Luciano, a parte una forma di lieve ittero neonatale era sanissimo, e nel giro di pochi giorni fummo dimessi entrambi e tornammo a casa. Eravamo in quattro adesso. Avevo due bimbi piccoli a cui badare e cominciavo a sentirmi un pochino spaventata dalla nuova situazione che mi si prospettava. Ovvio che nessuno faceva nulla per incoraggiarmi, ed io ero in balia della classica "ansia da prestazione materna". Non parlariamo poi dei commenti dei miei famigliari che non facevano altro che aumentare le mie paure ed insicurezze. L'incontro fra Raffa ed il fratellino fu sicuramente tutt'altro che idilliaco. la prima volta che lo vide accanto a me in ospedale, egli scappo via, e mio padre dovette rincorrerlo lungo il corridoio del re
parto. Quando giungemmo a casa e ci presentammo sulla soglia, si rifiutò ostinatamente di farlo entrare, esprimendo a gesti il suo disappunto, perchè ancora non era in grado di parlare. Luciano era un bimbetto molto tranquillo, di facile allevo, come si suol dire, ma l'atteggiamento del mio primogenito con l'arrivo di quest'intruso diventava ogni giorno più stravagante. Nonostante cercassi di coinvolgerlo in tutto ciò che facessi, dalle poppate al cambio dei pannolini, Raffa reagiva in modo strano, fuggiva correndo per tutta la casa ed andava a nascondersi
raggomitolato sotto al lettone. A volte invece rovesciava di proposito cose che appartenevano al cucciolo, quali creme o bagnoschiumi con l'intento di attirare la mia attenzione. All'inizio ero sbalordita, sbigottita, ma tutto sommato non ci facevo molto caso, essendo figlia unica, non avevo idea di come cominciasse il rapporto tra fratelli e sorelle, quindi dicevo tra me e me "Passerà..."

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